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STORIA DELLA PET THERAPY

STORIA DELLA PET THERAPY

"Se oggi la Pet Therapy sta ottenendo un meritato riconoscimento legislativo lo dobbiamo a 12.000 anni fa di forte intesa emotiva ed affettiva tra uomo ed animale. Risale proprio al 10.000 a.C. la prima testimonianza in questa direzione, anche se dobbiamo aspettare Ippocrate, 2.400 anni fa, per ritrovare la prima "prescrizione medica" di ippoterapia. Ippocrate allora esortava i suoi amici a contrastare l'insonnia e lo "stress", come lo chiameremmo noi oggi, con una bella cavalcata tra i boschi.

Dell'effetto benefico dei cani e gatti sulle condizioni di salute dei pazienti, invece, non si parla affatto fino al XVIII sec., quando alcuni medici intuirono che in compagnia di questi animali i malati di mente riacquistavano un certo equilibrio ed interesse verso il mondo esterno. Ancora ippoterapia, un secolo più tardi, questa volta a vantaggio dei portatori di handicap neurologici, che con il cavallo stabilivano un rapporto speciale. In molti casi, gli animali da compagnia vennero utilizzati con successo per ridurre i danni psicologici subiti dai soldati dopo la guerra. Ma il vero padre della Pet Therapy è il neuropsichiatra Boris Levinson che, nel 1962 riscontrò, quasi per caso, il rapido aumento di autostima in pazienti affetti da gravi turbe psichiche a contatto con animali da compagnia. Questi risultati lo spinsero a raccogliere tutto in un testo dal titolo "L'animale come co-terapeuta", il pilastro bibliografico della Pet Therapy, un fondamentale punto di partenza per riconsiderare questa materia da un punto di vista scientifico. "

Cos'è la Pet Therapy?

Nessuno fino a poco tempo fa credeva nella Pet Therapy, un metodo che, affiancato a specifiche terapie, consente un miglioramento delle condizioni fisiche, sociali ed emotive del paziente. L'attuazione di un simile intervento, richiede la presenza di un'èquipe multidisciplinare, che va dalla figura dello psicologo, a quella del veterinario.
Numerosi sono i vantaggi che questa terapia rivoluzionaria offre; anzitutto, la riabilitazione del paziente, in particolare nei casi di handicap fisico. Inoltre, lo sviluppo della responsabilità, che necessariamente avviene nel momento in cui ci si prende cura di un animale domestico. Poi, la stimolazione mentale, grazie a una comunicazione non-verbale, la facilitazione sociale, l'attaccamento, l'empatia. La Pet Therapy si rivolge a tutte quelle persone che hanno difficoltà relazionali, disordini dello sviluppo, disabilità fisiche, disturbi psichiatrici, nonchè a malati terminali, a bambini ed anziani.


Il valore degli animali: dalla relazione quotidiana alla Pet Therapy

La Pet Therapy è rivolta a tutti, indistintamente giovani o adulti, soprattutto se portatori di handicap o colpiti da qualche forma di disagio psicologico. Ma anche a chi è affetto da nevrosi ansiose e depressive, sindrome di Down, sindrome di West, autismo, demenze senili di vario genere e grado, patologie psicotiche, chi necessita di riabilitazione motoria come i malati di sclerosi multipla oppure chi proviene da lunghi periodi di coma.


Ma quali sono gli animali che collaborano nella Pet Therapy?
I cani figurano come ottimi soggetti con pazienti con patologie di tipo cronico o con forme depressive, per la capacità di stimolare l'attività motoria e di indurre il gioco.
I gatti, poichè di adattano bene alla vita da appartamento, possono essere utili per quelle persone come gli anziani o i disabili costretti a trascorrere molte ore in casa.
Il cavallo, in casi più limitati per ovvi motivi legati alla mole, si è dimostrato utile per il recupero della disabilità motoria.
Ma ci sono anche molti casi d'impiego di delfini e caprette.
E' molto importante specificare che l'animale in sè non ha una funzione terapeutica, ma è il rapporto che si stabilisce tra lui e il sogetto umano. Inoltre, è necessario un intervento coordinato di professionisti quali: psicologi, medici, veterinari, conduttori di animali e molti altri. Ad esempio: il medico e lo psicologo valuteranno la scelta dell'utenza ed eventuali supporti terapeutici; il veterinario garantirà la salute fisica dell'animale, le sue ottimali condizioni igieniche e la sua affidabilità da un punto di vista comportamentale, decisiva per la sicurezza di animale e paziente; il conduttore garantirà che l'animale non subisca stress che possa compromettere il suo benessere. Il nostro amico "pet" svolge davvero un ruolo importante nel migliorare la qualità della nostra esistenza quotidiana e potrebbe diventare insostiuibile nell cura di molte patologie gravi, se questa co-terapia trovasse nel nostro Paese la forza e soprattutto gli strumenti per svilupparsi con continuità e rigore.